
Di Martina Araldi, Vittoria Gottani e Ilaria Imposimato
La nuova generazione di influencer, generate con l’AI, sta spopolando sui social media e diventando le principali testimonial dei brand di moda. L’unione tra Intelligenza Artificiale e Influencer Marketing sta dando vita ad una nuova
figura nel panorama digitale: gli influencer virtuali, noti anche come avatar digitali.
Di che cosa si tratta esattamente?
Come sappiamo, l’Intelligenza Artificiale viene oggi impiegata in numerosi settori con lo scopo di ottimizzare tempo e risorse, e, soprattutto nel mondo digitale, si è affermata come strumento necessario per sostenere il ritmo continuo dell’innovazione.
Combinata alla pratica dell’Influencer Marketing, strategia che prevede l’impiego di personaggi pubblici per promuovere prodotti o servizi per conto dei brand, ha permesso lo sviluppo di avatar digitali sempre più sofisticati capaci non solo di replicare l’estetica umana, ma anche di simularne comportamenti, espressioni e modalità comunicative.
Con l’obiettivo di guidare le scelte dei consumatori creando un legame emotivo e generando contenuti sempre più personalizzati, gli influencer corrono adesso il rischio di essere sostituiti dalla loro versione virtuale.
Ma cosa spinge i brand a investire in queste figure non reali ?
Attive 24 ore su 24, queste figure sono create a immagine e somiglianza del target di riferimento, permettendo una personalizzazione maggiore dei contenuti. Godono di disponibilità continua, dal momento che non hanno limiti di spazio e tempo, si adattano alle esigenze del brand e dei consumatori, e possono essere facilmente declinate su diverse piattaforme e formati. Inoltre, richiedono investimenti minori nel lungo termine e apportano risultati migliori poiché continuamente ottimizzati in risposta ai dati di engagement e performance.
A ciò si aggiunge la possibilità di mantenere un controllo totale sulla comunicazione riducendo i rischi reputazionali garantendo una coerenza narrativa.
Lil Miquela, Shudu e Imma: le star digitali che ridefiniscono la moda
I settori in cui è maggiore l’utilizzo di influencer AI sono moda, beauty e lifestyle, ossia gli stessi ambiti che hanno visto nascere i primi influencer. Si tratta di ambiti che privilegiano l’impatto visivo, la coerenza estetica e la programmabilità del contenuto, caratteristiche che combaciano perfettamente con le potenzialità degli avatar digitali.
In particolare, è il settore della moda ad affidarsi maggiormente a strategie di CGI e IA. Infatti, ad oggi, la moda è venduta prevalentemente online e questo prevede la realizzazione di un più vasto numero di contenuti creati digitalmente, riducendo costi e tempo. Inoltre, secondo l’ ”Influencer Marketing Benchmark Report 2025”, il settore dell’influencer marketing ha raggiunto, nel 2025, un valore di 32,55 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo del 33% dal 2020.
Queste due premesse hanno fatto sì che diversi brand nel mondo moda e lusso, tra cui Prada, Louis Vuitton e Dior, scegliessero di creare contenuti e campagne promozionali avvalendosi di influencer virtuali popolari a livello internazionale: Lil Miquela, Shudu e Imma. Conosciamole più nel dettaglio.
Lil Miquela, nickname di Miquela Sousa, è probabilmente considerata l’influencer virtuale più famosa al mondo. Nasce nel 2016 dal progetto della startup Brut e oggi conta oltre 2 milioni di follower su Instagram, dove condivide quotidianamente estratti della sua vita: foto con le amiche, con il fidanzato e dei suoi migliori look. Miquela è una ragazza di 22 anni che vive a Los Angeles e ha origini ispanicobrasiliane.

Prada vede in lei qualcosa di interessante e inizia a utilizzare la sua “immagine” per elevare i suoi contenuti. Scorrendo sul profilo di Miquela, un post di febbraio 2021 la ritrae durante la sfilata Prada FW21.
In realtà, si tratta di una collaborazione nata un paio di anni prima, nel 2018, quando ancora non si parlava di influencer marketing e intelligenza artificiale. Infatti, il noto brand di alta moda, in occasione della Milano Fashion Week, decide di portare ai suoi sostenitori qualcosa di innovativo: ecco che appare Lil Miquela. Prada ha utilizzato l’avatar per curare il take-over dei social media e creare gif esclusive, fondendo mondo reale e digitale. Questa collaborazione ha permesso al marchio di posizionarsi all’avanguardia nel panorama della moda globale e di raggiungere un target più giovane.

Shudu rappresenta la primissima “supermodella digitale”. Di origini sudafricane, si tratta di un progetto sviluppato dal fotografo londinese Cameron James Wilson che, stanco della perfezione solita delle foto di moda e delle celebrities, decide di creare una bellissima donna con elementi estetici atipici per una modella, come pelle lucida e peluria.
Il suo volto appare su diverse copertine Vogue e collabora con marchi come Dior e Chopard. Ma è in particolare la collaborazione con Louis Vuitton del 2022 a lanciare il suo successo globale. Shudu diventa un perfetto veicolo pubblicitario per abiti e prodotti straordinari. La sua bellezza imperfetta è cio che i nuovi consumatori ricercano.

Il suo volto appare su diverse copertine Vogue e collabora con marchi come Dior e Chopard.
Ma è in particolare la collaborazione con Louis Vuitton del 2022 a lanciare il suo successo globale. Shudu diventa un perfetto veicolo pubblicitario per abiti e prodotti straordinari. La sua bellezza imperfetta è cio che i nuovi consumatori ricercano.
Spostandosi verso Oriente, invece, si incontra Imma, AI influencer giapponese che nasce nel 2018 da ModelingCafe. Vanta 386 mila follower su Instagram e la sua estetica è curata nei minimi dettagli per renderla il più indistinguibile possibile da una persona reale.

Imma abita a Tokyo, possiede un cane ed è protagonista di innumerevoli scatti dove indossa outfit di brand di fama internazionale come Adidas, Puma e Nike e ancora, Valentino, Burberry e Dior.
Imma non ha conquistato solamente l’industria della moda. Se si visita il suo profilo sono molte le foto in cui appare di fianco alla sua auto di lusso, un regalo di Porsche per celebrare la partnership con la ragazza artificiale.
Il confine sottile tra realtà e metaverso
È sufficiente scorrere tra i feed perfettamente curati di questi personaggi per rendersi conto di quanto il confine tra realtà e finzione sia ormai relativo: pelli dalle imperfezioni studiate nei minimi dettagli, sentimenti ed espressioni “umane”, il tutto mostrato con una naturalezza disarmante. L’intento è chiaro: replicare e, se possibile, superare l’autenticità umana.
Gli influencer virtuali sono divenuti una costante nel nostro quotidiano digitale e, nonostante le linee guida siano altrettanto chiare nell’imporre che ad accompagnare ogni loro contenuto vi sia esplicitata la loro natura artificiale, oggi facciamo sempre più fatica a distinguerli dai creator “veri”, complici anche la narrazione e l’estetica realistiche, unite alle tematiche e le modalità in cui vengono trattate, che parlano “di pancia” all’audience, andando a dire esattamente ciò che lo soddisfa, rendendo i contenuti di questi influencer estremamente appetibili e fruibili.
La domanda, dunque, sorge spontanea: la “colpa” è da imputare solo ed esclusivamente agli ideatori di questi nuovi soggetti di intrattenimento o, forse, siamo noi che poco alla volta gli permettiamo passivamente di farsi strada nel nostro immaginario?
Tornando alla domanda iniziale, nel mezzo di questa rivoluzione silenziosa, forse non è tanto il caso di chiedersi se questo segni o meno la fine del lavoro degli influencer, in quanto tutto ciò non è altro che la mutazione più esasperata del loro operato.
In un mondo dove poco alla volta tutto diviene digitale, alla portata di tutti e standardizzato, ciò che risulta vincente non può che essere l’autenticità, quella non sempre perfettamente “instagrammabile”, e l’imperfezione, ma non quella studiata a tavolino da marketer, sociologi e beauty expert […]
Mentre questi guru digitali raggiungono cifre da capogiro e diventano dei veri e propri punti di riferimento da cui dipendono intere realtà aziendali e, inevitabilmente, posti di lavoro, ciò che gli influencer in carne ed ossa custodiscono gelosamente è il loro capitale umano, emotivo e perituro irriproducibile… anche se, a questo punto, ancora per quanto?
Fonti
https://www.instilla.it/blog/influencer-ai-generated-il-nuovo-volto-del-marketing-digitale/
https://www.digitalic.it/social-network/la-top-10-delle-influencer-digitali-ai
https://forbes.it/2018/07/13/la-carica-delle-it-girls-come-le-influencer-virtuali-hanno-conquistato-la-moda
https://www.prada.com/it/it/pradasphere/fashion-shows/2018/fw-womenswear.html#component_text_modul_1883922970
https://iaaitalychapter.it/articolo-riservato/ai-influencer-quando-lartificiale-diventa-autentico/
https://www.aleidewebagency.com/digital-transformation/intelligenza-artificiale-machine-learning/ai-influencer-marketing.html
